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giovedì 27 Novembre 2025

Greenwashing: il Governo recepisce la Direttiva UE 2024/825 a tutela della trasparenza della comunicazione “green” ai consumatori

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Greenwashing: il Governo recepisce la Direttiva UE 2024/825 a tutela della trasparenza della comunicazione “green” ai consumatori

Greenwashing: il Governo recepisce la Direttiva UE 2024/825 a tutela della trasparenza della comunicazione “green” ai consumatori - news scaled

Negli ultimi anni l’uso di etichette come “sostenibile”, “green” o “eco-friendly” è cresciuto notevolmente in diversi settori, soprattutto nei prodotti di largo consumo. La maggiore sensibilità dei consumatori verso la tutela del Pianeta, ha spinto molte aziende ed enti a ricorrere a queste definizioni spesso in modo improprio. Ecco allora il greenwashing, strategia di marketing e comunicazione ingannevole che consiste nel presentare un prodotto, un servizio o un’azienda come più sostenibile di quanto non sia in realtà.

Per contrastare questa pratica ingannevole e tutelare i consumatori che scelgono in base ai criteri di sostenibilità, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che recepisce la Direttiva UE 2024/825 riguardante “la responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell’informazione”.

In che cosa consiste il Decreto Legislativo

Il provvedimento mira a rafforzare la lotta ai green claims ingannevoli rendendo sanzionabili le affermazioni ambientali generiche o ingannevoli e introducendo controlli più rigorosi lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti al fine di garantire maggiormente la tutela dei consumatori.

Le principali novità

Il testo varato dal Consiglio dei ministri amplia le pratiche commerciali vietate nel Codice del consumo. In particolare introduce:

  • Divieto di claim generici: saranno proibite affermazioni vaghe come “green”, “eco-friendly” o “a impatto zero” se non supportate da prove concrete.
  • Verifica di terze parti: le dichiarazioni ambientali devono essere verificate da un soggetto terzo indipendente, che ne garantisca la veridicità e la conformità a standard oggettivi.
  • Maggiore trasparenza: le comunicazioni ambientali dovranno essere chiare e specifiche.

Il decreto approvato fornisce una maggiore tutela non solo al consumatore finale, ma anche alle aziende che sono realmente attive nella sostenibilità. Un provvedimento concepito, quindi, per valorizzare le imprese che investono concretamente nella sostenibilità, proteggendole dalla concorrenza sleale di chi ricorre al greenwashing. In questo scenario, il Gruppo Esposito è attore protagonista di una transizione ecologica e soprattutto circolare, grazie ai concreti risultati generati dai propri impianti di trattamento e recupero dei rifiuti presenti sul tutto il territorio nazionale.

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