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martedì 16 Dicembre 2025

Conferenza sull’Industria del Riciclo 2025: il recupero dei rifiuti come leva strategica per la transizione ecologica

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Conferenza sull’Industria del Riciclo 2025: il recupero dei rifiuti come leva strategica per la transizione ecologica

Conferenza sull’Industria del Riciclo 2025: il recupero dei rifiuti come leva strategica per la transizione ecologica - news

Il riciclo dei rifiuti rappresenta più di una buona pratica ambientale. È un vero e proprio asset strategico per la competitività dell’industria italiana fortemente dipendente dall’importazione di materie prime. Nel 2024, infatti, le importazioni hanno coperto il 46,6% del fabbisogno nazionale, più del doppio della media europea, con un costo che è aumentato da 424,2 miliardi di euro nel 2019 a ben 568,7 miliardi nel 2024 (+34%).

In tale contesto, la capacità di recuperare e trasformare i rifiuti diventa un vantaggio competitivo nei cicli produttivi sia in termini ambientali sia economici. Un percorso già intrapreso dal nostro Pease che nel 2024 ha raggiunto un tasso di utilizzo circolare di materia del 21,6% e l’86% dei rifiuti complessivamente gestiti (tra urbani e speciali), segnando una crescita di 0,5 punti percentuali rispetto al 2023 e posizionandosi ben al di sopra della media UE, ferma al 12,2%.

Questo quanto emerge dal Rapporto “Il Riciclo in Italia 2025” che registra l’andamento del riciclo di 19 filiere, realizzato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e presentato la scorsa settimana a Milano in occasione della quarta Conferenza Nazionale dell’Industria del Riciclo organizzata dalla Fondazione in collaborazione con il Conai e Pianeta2030/Corriere della Sera.

“La Conferenza Nazionale dell’Industria del Riciclo – ha dichiarato Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica – rappresenta un’importante occasione per affrontare uno degli assi strategici della transizione ecologica. Il riciclo delle materie prime è un elemento essenziale per promuovere un cambiamento sostenibile, capace di ridurre la nostra dipendenza dall’estrazione di nuove risorse e di mitigare i conseguenti impatti ambientali”.

Il ruolo strategico del recupero e trattamento dei rifiuti da spazzamento stradale

In questo scenario, un contributo sempre più rilevante è rappresentato dal recupero e dalla trasformazione dei rifiuti da spazzamento stradale. In Italia si producono circa 1.300.000 tonnellate di rifiuti di questo tipo. Materiali che, se adeguatamente trattati in impianti appositamente progettati, possono dare vita a materiali certificati e conformi alle normative nazionali ed europee, pronti per essere reinseriti nei cicli produttivi e industriali.

È in questo ambito che si inserisce l’attività di Gruppo Esposito, da anni impegnato nella progettazione e realizzazione di impianti all’avanguardia per il trattamento dei rifiuti da spazzamento stradale. Attraverso processi controllati e innovativi, il Gruppo contribuisce concretamente alla trasformazione dei rifiuti in risorse favorendo:

  • un modello efficace di economia circolare;
  • il raggiungimento di obiettivi comunitari in materia di raccolta differenziata;
  • la riduzione del conferimento in discarica e lo sfruttamento delle risorse naturali e vergini.

ASSOREM alla Conferenza Nazionale dell’Industria del Riciclo 

Nel percorso di transizione ecologica e di ottimizzazione del recupero dei rifiuti, ASSOREM – Associazione Recupero di Materiali fondata nel 2019 sulla base della volontà di imprenditori e società da molto tempo impegnate nel settore ambientale – ha lo scopo di promuovere le attività di raccolta e recupero dei rifiuti da spazzamento strade e il trattamento degli stessi in impianti di lavaggio che ne permettano il recupero di materia.

Alla Conferenza Nazionale dell’Industria del Riciclo ha partecipato Ezio Esposito, Socio fondatore e Presidente di ASSOREM, nonché Presidente di Gruppo Esposito, con l’obiettivo di confrontarsi sul quadro delineato dall’indagine condotta da Fondazione sviluppo sostenibile, Ispra e Conai, e di individuare opportunità concrete di sviluppo e ottimizzazione dei processi di economia circolare.

L’Associazione opera attivamente per creare sinergie con enti pubblici e privati, aziende municipalizzate, Università e enti di ricerca e operatori di settore promuovendo un modello industriale che ponga al centro la capacità di trasformare i rifiuti in risorse riutilizzabili.

Un percorso concreto che contribuisce alla costruzione di un circolo virtuoso che renderà l’Italia sempre più autonoma, competitiva e sostenibile nel panorama europeo del riciclo.

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