Dal valore lineare al valore circolare: come trasformare i rifiuti in ricchezza
Dal valore lineare al valore circolare: come trasformare i rifiuti in ricchezza
Per anni il sistema economico globale si è basato su un modello lineare di creazione del valore: estrai, produci, consuma, getta. Un approccio che ha favorito una crescita importante, ma che oggi mostra i suoi limiti. Con il modello lineare, il valore economico si esaurisce velocemente generando delle conseguenze importanti non solo sull’economia, ma anche sull’ambiente.
Il valore circolare, al contrario, parte da un concetto diverso: le risorse non sono infinite e devono essere recuperate e trasformate correttamente con l’obiettivo di prolungare la vita dei prodotti, recuperare materia prima a fine ciclo e trasformare ciò che oggi è considerato un rifiuto in una nuova risorsa.
Che cosa è il Value Gap?
La differenza tra valore lineare e valore circolare è bene spiegata dal Circularity Gap report – The Value Gap: Sweden che analizza come e dove si perda valore lungo le catene produttive. Il rapporto introduce una domanda chiave: quale è il reale valore economico dei materiali che utilizziamo e dove smettiamo di crearlo?
Dall’analisi emerge come al consumo inefficiente di materiale corrisponde un minore valore generato. Un ostacolo strutturale alla transizione circolare che produce il cosiddetto “Value Gap”, ovvero, un indicatore che misura la perdita economica potenziale che un modello più circolare potrebbe ridurre in modo significativo.
Per colmare questo divario, sempre Circle Economy individua tre azioni strategiche:
- ampliare il concetto di valore ai benefici ambientali e sociali, non solo economici
- favorire la collaborazione tra settori
- promuovere un consumo basato sui bisogni reali
Linee guida che, seppur riferite al contesto svedese, possono essere replicabili e adattabili anche ad altri Paesi come l’Italia.
Il modello circolare di Gruppo Esposito
È proprio in questa direzione che si muove il Gruppo Esposito, che opera nella progettazione e gestione di impianti per il recupero e il trattamento dei rifiuti. Attraverso tecnologie avanzate e brevettate, i rifiuti vengono puliti e trasformati in nuove materie riutilizzabili in settori come edilizia, agricoltura e arredo urbano.
La capillarità degli impianti sul territorio italiano, inoltre, consente di ridurre la pressione sulle discariche, limitare i trasporti e ottimizzare i cicli di recupero. Un esempio concreto di come il valore circolare non sia solo un concetto astratto, ma una leva industriale reale, capace di generare benefici economici, ambientali e replicabili in altri Paesi del mondo. Costruire un modello economico circolare, quindi, dovrà fondarsi sulla durabilità dei prodotti, sul recupero dei materiali e sulla trasformazione degli scarti a fine vita. Questo significa non solo ridurre l’impatto ambientale, ma creare valore effettivo per il Paese, rendendo l’economia più competitiva e orientata al futuro.