Impianti di Soil Washing: la tecnologia brevettata per il recupero dei rifiuti
Il soil washing è il processo su cui si fonda l‘intera attività impiantistica del Gruppo Esposito.
In sintesi: un sistema di lavaggio avanzato che separa i contaminanti organici dalla frazione inerte recuperabile, trasformando rifiuti in materie prime seconde certificate.
Ogni anno, i nostri impianti trattano fino a 90.000 tonnellate di rifiuti e ne recuperano circa 60.000 sotto forma di sabbia, ghiaino e ghiaietto conformi alle norme UNI-EN. Il tasso di recupero supera il 90%.
Questa tecnologia, brevettata e perfezionata nel corso di oltre 20 anni di attività operativa diretta, è applicata a sei tipologie di rifiuto e ha già generato più di 15 installazioni per i principali gestori pubblici e privati in Italia.
Cos'è il Soil Washing
Il soil washing è una tecnica di trattamento dei rifiuti solidi che utilizza acqua (e, dove necessario, solventi selezionati) per separare le sostanze contaminanti dalla frazione inerte recuperabile. Il principio fisico-chimico si basa su una proprietà ben nota: i contaminanti organici si legano preferenzialmente alle particelle più fini, limi e argille, che vengono concentrate e separate, mentre la frazione più grossolana, sabbia e ghiaia, viene restituita pulita e certificata.
Il brevetto del Gruppo Esposito perfeziona questa applicazione con un sistema integrato di lavaggio, ciclonatura e depurazione delle acque. Il ricircolo idrico supera l’80%, il che riduce in modo sostanziale il prelievo di acqua esterna e i volumi di scarico.
Il soil washing è applicabile sia in configurazione fissa che mobile. La versione mobile, sviluppata internamente da Ecocentro Tecnologie Ambientali, permette di operare direttamente sul cantiere senza trasferire i rifiuti.
La tecnologia
Come funziona il processo di Soil Washing: le fasi operative
Il processo si articola in quattro macro-fasi integrate:
1. Classificazione e selezione granulometrica
Il rifiuto in ingresso viene vagliato per separare le frazioni per dimensione. Le frazioni grossolane, quelle che contengono prevalentemente materiale inerte recuperabile, vengono avviate al lavaggio. Le frazioni fini, dove si concentrano i contaminanti organici, vengono trattate separatamente nel ciclo di depurazione.
2. Lavaggio controcorrente
Le frazioni solide vengono sottoposte a lavaggio intensivo con acqua e, a seconda della tipologia di rifiuto, con solventi selezionati. I contaminanti presenti in forma disciolta, emulsionata o in sospensione vengono trasferiti dalla fase solida all’acqua di processo. Il risultato è una frazione inerte classificata per granulometria.
3. Ciclonatura e separazione
Idrociclon e separatori a spirale completano la separazione tra le frazioni inerti recuperabili e il limo contaminato. Questa fase garantisce la purezza dei prodotti finali e il rispetto dei limiti fissati dal D.M. 5 febbraio 1998 e dalle norme UNI-EN di riferimento.
4. Depurazione e ricircolo dell’acqua
L’acqua torbida di processo viene trattata con processi chimico-fisici di precipitazione, coagulazione, flocculazione e sedimentazione. I fanghi prodotti vengono disidratati in filtropresse o centrifughe. L’acqua depurata rientra nel ciclo di lavaggio: il tasso di ricircolo supera generalmente l’80%.
RIFIUTI TRATTATI
Potenzialità degli impianti Soil Washing

Rifiuti provenienti dallo spazzamento stradale
Negli impianti di Soil Washig del Gruppo Esposito vengono recuperati i rifiuti urbani derivanti dallo spazzamento stradale (EER 200303) e similari. Dal lavaggio di questi rifiuti si ottengono materie che trovano collocazione prevalentemente nel settore edile per la progettazione di aggregati cementizi e aggregati bituminosi.

Rifiuti spiaggiati
Gli impianti Soil Washing consentono di recuperare anche la posidonia che usualmente si deposita sui litorali. Grazie a queste tecnologie la sabbia viene recuperata dagli arenili, sottoposta ad uno specifico processo di lavaggio, e restituita alla spiaggia di origine lavata, priva di contaminanti e frazioni indesiderate.

Rifiuti civili e/o industriali
Negli impianti soil washing vengono trattati e recuperati anche rifiuti civili e/o industriali, quali limi, materiali di dragaggio, terreni contaminati e i rifiuti derivanti dalla pulizia delle caditoie stradali e dalle sabbie provenienti dalle condotte con utilizzo di autospurghi.
Eccellenza tecnologica
Impianti di Soil Washing realizzati: le referenze
Il Gruppo Esposito ha realizzato più di 15 impianti operativi in Italia per i principali gestori pubblici e privati del settore ambientale.
Tra questi: ACEA (Ostia), AMSA Gruppo A2A (Milano), APRICA Gruppo A2A (Brescia), AVR (Guidonia Montecelio), CEM Ambiente (Liscate), CIDIU Servizi (Druento), ECONORD (Figino Serenza), FALCK RENEWABLE (Gorle), IREN (Piacenza), RIVE SRL (Fusina). Le capacità installate variano dai 10.000 alle 70.000 tonnellate all’anno. L’elenco completo con i dettagli tecnici di ogni installazione è nella sezione impianti realizzati
INNOVAZIONE E TECNOLOGIA BREVETTATA
Le tipologie di impianti con brevetto Soil Washing realizzabili
Impianti recupero rifiuti da spazzamento stradale
per il trattamento e recupero rifiuti spazzamento stradale
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Impianti trattamento e recupero rifiuti spiaggiati
per il trattamento e recupero rifiuti pulizia arenili
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I prodotti ottenuti dagli impianti di Soil Washing
Il Soil Washing trasforma i rifiuti in prodotti certificati con un mercato consolidato nel settore edile e infrastrutturale:
- Sabbia (0,063 ÷ 2 mm): circa il 37% del materiale recuperato — aggregato per calcestruzzi e malte.
- Ghiaino (2 ÷ 10 mm): circa il 23% — aggregato per conglomerati bituminosi e drenaggi.
- Ghiaietto (4 ÷ 20 mm): circa il 4% — utilizzato come ghiaia drenante e sottofondi.
- Metalli ferrosi: destinati al recupero in impianti metallurgici.
- Fanghi disidratati: avviati a recupero in fornaci o smaltimento controllato.
Tutti i prodotti inerti recuperati sono conformi al test di cessione D.M. 5/2/1998 (mod. D.M. 186/2006) e alle normative UNI-EN specifiche per settore di utilizzo.
Gruppo Esposito
Certificazioni degli impianti di Soil Washing del Gruppo Esposito
- Certificazione CE dei prodotti (Regolamento UE 305/2011, sistema 2+)
- EPD — Environmental Product Declaration
- ISO 9001 — Sistema di gestione qualità (certificazione APAVE)
- ISO 14001 — Sistema di gestione ambientale (certificazione APAVE)
- Conformità test di cessione D.M. 186/2006
Gruppo Esposito
Certificazioni degli impianti di Soil Washing del Gruppo Esposito
Scegliere la tecnologia Soil Washing del Gruppo Esposito per il trattamento dei rifiuti offre vantaggi concreti e misurabili:
- Recupero superiore al 90% del materiale trattato: la quota destinata a smaltimento è minima.
- Materie prime seconde certificate: i prodotti ottenuti hanno un valore commerciale immediato nel settore edile.
- Riduzione dei costi di smaltimento: conferire meno in discarica significa costi operativi significativamente inferiori.
- Minor impatto ambientale: rispetto alle tecnologie di smaltimento tradizionali, il Soil Washing è un processo a bassa invasività ambientale.
- Ricircolo idrico oltre l’80%: contenimento dei consumi idrici e riduzione degli scarichi.