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Impianti soil washing
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Impianti di Soil Washing: la tecnologia brevettata per il recupero dei rifiuti

Il Soil Washing è la tecnologia brevettata alla base di tutti gli impianti del Gruppo Esposito. Un processo di lavaggio avanzato che separa la frazione organica dalla frazione inorganica dei rifiuti, trasformando materiali di scarto in materie prime seconde certificate, pronte per essere reimmesse nell’economia.

Grazie a questa tecnologia, i nostri impianti trattano ogni anno fino a 90.000 tonnellate di rifiuti, recuperando circa 60.000 tonnellate di materiale inerte. Un tasso di recupero superiore al 90% che riduce drasticamente il conferimento in discarica e genera valore dalla gestione dei rifiuti.

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La tecnologia

Cos'è il Soil Washing e perché è la nostra tecnologia trasversale

Il Soil Washing è una tecnica di trattamento dei rifiuti che utilizza acqua e, dove necessario, solventi specifici per separare le sostanze contaminanti dalla frazione inerte recuperabile. Il principio fisico-chimico alla base è semplice ma potente: i contaminanti organici si legano preferenzialmente alle particelle fini (limi e argille), che vengono separate e concentrate, mentre la frazione inerte grossolana, sabbia, ghiaino, ghiaietto, viene recuperata pulita e certificata.

Il brevetto del Gruppo Esposito perfeziona questo processo con un sistema integrato di lavaggio, ciclonatura e depurazione delle acque che ne massimizza l’efficienza e riduce i consumi idrici grazie al ricircolo delle acque di processo in misura superiore all’80%.

La stessa tecnologia di Soil Washing, opportunamente configurata, è applicata a tutte le tipologie di rifiuto che trattiamo:

  • Rifiuti da spazzamento stradale e rifiuti solidi urbani (EER 200303)
  • Rifiuti spiaggiati e posidonia da arenili
  • Limi, fanghi e sedimenti
  • Materiali di dragaggio e terreni di bonifica
  • Terreni contaminati
RIFIUTI TRATTATI

Potenzialità degli impianti Soil Washing

ambiente, gruppo esposito

Rifiuti provenienti dallo spazzamento stradale

Negli impianti di Soil Washig del Gruppo Esposito vengono recuperati i rifiuti urbani derivanti dallo spazzamento stradale (EER 200303) e similari. Dal lavaggio di questi rifiuti si ottengono materie che trovano collocazione prevalentemente nel settore edile per la progettazione di aggregati cementizi e aggregati bituminosi.
ambiente, gruppo esposito

Rifiuti spiaggiati

Gli impianti Soil Washing consentono di recuperare anche la posidonia che usualmente si deposita sui litorali. Grazie a queste tecnologie la sabbia viene recuperata dagli arenili, sottoposta ad uno specifico processo di lavaggio, e restituita alla spiaggia di origine lavata, priva di contaminanti e frazioni indesiderate.
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Rifiuti civili e/o industriali

Negli impianti soil washing vengono trattati e recuperati anche rifiuti civili e/o industriali, quali limi, materiali di dragaggio, terreni contaminati e i rifiuti derivanti dalla pulizia delle caditoie stradali e dalle sabbie provenienti dalle condotte con utilizzo di autospurghi.
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Eccellenza tecnologica

Come funziona il processo di Soil Washing: le fasi operative

Il processo di Soil Washing negli impianti del Gruppo Esposito si articola in quattro macro-fasi integrate:

1. Classificazione e selezione granulometrica

Il rifiuto in ingresso viene vagliato per separare le frazioni per dimensione. Le frazioni grossolane — che contengono prevalentemente materiale inerte recuperabile — vengono avviate al lavaggio. Le frazioni fini, dove si concentrano i contaminanti organici, vengono trattate separatamente nel ciclo di depurazione.

2. Lavaggio controcorrente

Le frazioni solide vengono sottoposte a un lavaggio intensivo con acqua e, a seconda del rifiuto, con solventi selezionati. Le sostanze inquinanti presenti sotto forma disciolta, emulsionata o in sospensione vengono trasferite dalla fase solida all’acqua di processo. Il risultato è una frazione inerte pulita, classificata per granulometria.

3. Ciclonatura e separazione

Idrociclon e separatori a spirale completano la separazione tra le frazioni inerti recuperabili e il limo contaminato. Questa fase garantisce la purezza dei prodotti finali e il rispetto dei limiti normativi previsti dal D.M. 5 febbraio 1998 e dalle norme UNI-EN di riferimento.

4. Depurazione e ricircolo dell’acqua

L’acqua torbida di processo viene trattata attraverso processi chimico-fisici di precipitazione, coagulazione, flocculazione e sedimentazione. I fanghi prodotti vengono disidratati in filtropresse o centrifughe. L’acqua depurata rientra nel ciclo di lavaggio, con un tasso di ricircolo generalmente superiore all’80%, riducendo al minimo il prelievo di risorsa idrica esterna.

INNOVAZIONE E TECNOLOGIA BREVETTATA

Le tipologie di impianti con brevetto Soil Washing realizzabili

Impianti recupero rifiuti da spazzamento stradale

per il trattamento e recupero rifiuti spazzamento stradale
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Impianti trattamento e recupero rifiuti spiaggiati

per il trattamento e recupero rifiuti pulizia arenili
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Impianti trattamento e recupero dei limi

per il trattamento e recupero limi
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I prodotti ottenuti dagli impianti di Soil Washing

Il Soil Washing trasforma i rifiuti in prodotti certificati con un mercato consolidato nel settore edile e infrastrutturale:

  • Sabbia (0,063 ÷ 2 mm): circa il 37% del materiale recuperato — aggregato per calcestruzzi e malte.
  • Ghiaino (2 ÷ 10 mm): circa il 23% — aggregato per conglomerati bituminosi e drenaggi.
  • Ghiaietto (4 ÷ 20 mm): circa il 4% — utilizzato come ghiaia drenante e sottofondi.
  • Metalli ferrosi: destinati al recupero in impianti metallurgici.
  • Fanghi disidratati: avviati a recupero in fornaci o smaltimento controllato.

Tutti i prodotti inerti recuperati sono conformi al test di cessione D.M. 5/2/1998 (mod. D.M. 186/2006) e alle normative UNI-EN specifiche per settore di utilizzo.

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Gruppo Esposito

Certificazioni degli impianti di Soil Washing del Gruppo Esposito

  • Certificazione CE dei prodotti (Regolamento UE 305/2011, sistema 2+)
  • EPD — Environmental Product Declaration
  • ISO 9001 — Sistema di gestione qualità (certificazione APAVE)
  • ISO 14001 — Sistema di gestione ambientale (certificazione APAVE)
  • Conformità test di cessione D.M. 186/2006
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impianti trattamento rifiuti urbani
Gruppo Esposito

Certificazioni degli impianti di Soil Washing del Gruppo Esposito

Scegliere la tecnologia Soil Washing del Gruppo Esposito per il trattamento dei rifiuti offre vantaggi concreti e misurabili:

  • Recupero superiore al 90% del materiale trattato: la quota destinata a smaltimento è minima.
  • Materie prime seconde certificate: i prodotti ottenuti hanno un valore commerciale immediato nel settore edile.
  • Riduzione dei costi di smaltimento: conferire meno in discarica significa costi operativi significativamente inferiori.
  • Minor impatto ambientale: rispetto alle tecnologie di smaltimento tradizionali, il Soil Washing è un processo a bassa invasività ambientale.
  • Ricircolo idrico oltre l’80%: contenimento dei consumi idrici e riduzione degli scarichi.
Impianti Soil Washing

Domande frequenti

Cos’è il Soil Washing?

Il Soil Washing è una tecnica di trattamento dei rifiuti che utilizza acqua e, dove necessario, solventi specifici per separare le sostanze contaminanti dalla frazione inerte recuperabile. Il principio fisico-chimico alla base sfrutta l’affinità dei contaminanti organici per le particelle fini (limi e argille): isolando e concentrando queste ultime, la frazione grossolana (sabbia, ghiaino, ghiaietto) viene recuperata pulita e pronta per essere certificata come materia prima seconda. Il brevetto del Gruppo Esposito perfeziona questo processo con un sistema integrato di lavaggio, ciclonatura e depurazione delle acque a ciclo chiuso.

Perché il Soil Washing è definito tecnologia trasversale del Gruppo Esposito?

Perché lo stesso principio di lavaggio e separazione granulometrica, opportunamente configurato, è alla base di tutti gli impianti del Gruppo: rifiuti da spazzamento stradale (EER 200303), rifiuti spiaggiati e posidonia, limi e fanghi da depurazione, materiali di dragaggio, terreni di bonifica e terreni contaminati. Cambia la taratura di processo (granulometrie, additivi, parametri di lavaggio), ma la piattaforma tecnologica resta la stessa. Questo consente al Gruppo Esposito di trasferire il know-how acquisito su una filiera a tutte le altre, accelerando lo sviluppo e riducendo i rischi tecnici.

Come funziona il processo di Soil Washing nelle sue fasi operative?

Il processo si articola in quattro macro-fasi integrate. La classificazione granulometrica separa le frazioni per dimensione, avviando quelle grossolane al lavaggio e quelle fini al ciclo di depurazione. Il lavaggio controcorrente sottopone le frazioni solide a un lavaggio intensivo con acqua (e solventi selezionati dove necessario), trasferendo gli inquinanti dalla fase solida all’acqua di processo. La ciclonatura e separazione tramite idrocicloni e separatori a spirale completano la purificazione della frazione inerte. La depurazione e ricircolo dell’acqua tratta le acque torbide con processi chimico-fisici (precipitazione, coagulazione, flocculazione, sedimentazione), disidrata i fanghi e reimmette l’acqua depurata nel ciclo con un tasso di ricircolo superiore all’80%.

Qual è il tasso di recupero degli impianti Soil Washing?

Il tasso di recupero complessivo supera il 90% della massa in ingresso. In termini di volumi assoluti, gli impianti del Gruppo Esposito trattano ogni anno fino a 90.000 tonnellate di rifiuti, recuperando circa 60.000 tonnellate di materiale inerte certificato. La quota residua destinata a smaltimento in discarica è minima e composta prevalentemente da fanghi disidratati contenenti i contaminanti concentrati e da frazioni non recuperabili in loco.

Quali prodotti si ottengono dal Soil Washing e dove vengono impiegati?

I prodotti principali sono sabbia (0,063-2 mm, circa il 37% del recuperato), ghiaino (2-10 mm, circa il 23%) e ghiaietto (4-20 mm, circa il 4%), tutti destinabili al settore edile e infrastrutturale come aggregati per calcestruzzi, malte, conglomerati bituminosi, drenaggi e sottofondi. A questi si aggiungono metalli ferrosi avviati al recupero metallurgico e fanghi disidratati destinati a fornaci autorizzate o smaltimento controllato. Tutti gli inerti recuperati hanno un mercato consolidato e un valore commerciale immediato.

I prodotti recuperati sono certificati?

Sì. Tutti i prodotti inerti sono conformi al test di cessione previsto dal D.M. 5/02/1998 (modificato con D.M. 186/2006) e alle normative UNI-EN specifiche per settore di utilizzo. Dispongono di certificazione CE rilasciata in regime di sistema di attestazione 2+ ai sensi del Regolamento UE 305/2011, certificazione EPD (Environmental Product Declaration), e sono prodotti all’interno di un sistema qualità ISO 9001 e ambientale ISO 14001 certificato da APAVE. Per il committente queste certificazioni non sono un accessorio: sono la garanzia che il materiale recuperato può essere commercializzato come prodotto, non come rifiuto.

Quanto consuma in acqua il processo di Soil Washing?

Il sistema brevettato di depurazione delle acque di processo consente un tasso di ricircolo generalmente superiore all’80%. Questo significa che solo una quota limitata di acqua industriale fresca viene reintegrata nel ciclo a ogni passaggio. Il contenimento dei consumi idrici è un parametro progettuale, non un effetto collaterale: dalla qualità e dal volume dell’acqua di ricircolo dipendono sia la qualità degli inerti prodotti sia la sostenibilità economica dell’intero processo.

Quali vantaggi offre il Soil Washing rispetto allo smaltimento tradizionale in discarica?

I vantaggi sono quattro. Riduzione dei costi: conferire meno materiale in discarica significa costi operativi significativamente inferiori, soprattutto per rifiuti speciali con tariffe di smaltimento elevate. Valore economico: i prodotti recuperati (inerti certificati, metalli ferrosi) hanno un mercato consolidato e generano ricavo o compensano i costi di trattamento. Minor impatto ambientale: il Soil Washing è un processo a bassa invasività che riduce il prelievo di materie prime vergini e il consumo di capacità residua delle discariche. Conformità normativa: in un quadro legislativo sempre più orientato al recupero di materia (D.Lgs. 121/2020, PNRR Missione 2), il trattamento con Soil Washing consente al committente di rispettare gli obblighi di avvio prioritario al recupero.

Il Soil Washing è applicabile a qualsiasi tipo di rifiuto?

Il Soil Washing è particolarmente efficace su rifiuti la cui composizione include una significativa frazione inerte recuperabile (sabbia, ghiaia, inerti minerali) mescolata a contaminanti organici, fanghi o frazioni fini. Le filiere su cui il Gruppo Esposito ha sviluppato e validato la tecnologia in scala industriale sono: rifiuti da spazzamento stradale, rifiuti spiaggiati, limi da depurazione, materiali di dragaggio, terreni di bonifica e terreni contaminati. Per flussi di rifiuto con composizione atipica o non ancora trattata, il Gruppo conduce prove pilota nei propri impianti prima di dimensionare la soluzione impiantistica finale.

Qual è la differenza tra il Soil Washing del Gruppo Esposito e i processi di lavaggio generici?

La differenza principale è che il brevetto del Gruppo Esposito non copre solo la fase di lavaggio ma l’intero sistema integrato: classificazione granulometrica, lavaggio controcorrente, ciclonatura, separazione a spirale e depurazione delle acque a ciclo chiuso. Ogni componente è dimensionata per lavorare in sinergia con le altre, e i parametri di processo sono calibrati su dati reali raccolti negli impianti gestiti direttamente in Sardegna e Toscana. Un sistema generico di lavaggio inerti separa le frazioni; il Soil Washing del Gruppo Esposito le separa, le certifica e chiude il ciclo dell’acqua, restituendo un prodotto commercializzabile e non un materiale intermedio da caratterizzare ulteriormente.

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