Impianti per il trattamento e la bonifica dei terreni contaminati
Impianti per il trattamento e la bonifica dei terreni contaminati
Il Gruppo Esposito progetta e realizza impianti per il trattamento e la bonifica di terreni contaminati da attività industriali, discariche, sversamenti accidentali o processi produttivi storici. Ogni impianto è progettato per separare le sostanze contaminanti dalla matrice solida del suolo — sabbia, ghiaia, ghiaino — restituendo materiali puliti e certificati pronti per essere reimpiegati nell’edilizia e nelle infrastrutture.
Trasformare un sito contaminato in una risorsa: è questo l’obiettivo che guida ogni intervento.
Oltre l’80% del materiale trattato viene recuperato come materia prima seconda certificata, abbattendo i costi di smaltimento e riducendo l’impatto ambientale residuo del sito.
Il problema: cosa rende difficile il trattamento dei terreni contaminati
I terreni contaminati presentano una sfida tecnica specifica: gli inquinanti non sono distribuiti uniformemente, ma tendono a legarsi preferenzialmente alle particelle più fini del suolo, limi e argille, mentre la frazione grossolana (sabbia, ghiaia) rimane spesso recuperabile se trattata correttamente.
La composizione chimica degli inquinanti varia sensibilmente in base all’origine della contaminazione:
- Idrocarburi e solventi organici: tipici di ex siti industriali, depositi carburanti, raffinerie.
- Metalli pesanti: piombo, cromo, zinco, rame: frequenti nelle aree con lavorazioni metallurgiche.
- PCB e composti organici persistenti: presenti in siti con storia di attività chimiche.
- Materiali misti: contaminazioni multiple in siti con lunga storia industriale.
Ogni tipo di contaminazione richiede una configurazione impiantistica mirata. Per questo il Gruppo Esposito conduce sempre un’analisi preliminare chimico-fisica del sito prima di definire il layout dell’impianto
La tecnologia di trattamento: lavaggio del suolo e separazione dei contaminanti
Il principio alla base dei nostri impianti per terreni contaminati è il processo di lavaggio del suolo, la stessa tecnologia brevettata che il Gruppo Esposito applica a tutti i suoi impianti di recupero.
Il processo sfrutta l’affinità dei contaminanti per le particelle fini: isolando e concentrando queste ultime, si ottiene una frazione inerte pulita e una frazione contaminata ridotta di volume, molto più economica da gestire e smaltire.
Le fasi del processo di trattamento
Analisi preliminare e configurazione
Lavaggio e recupero granulometrico
Trattamento acque e gestione residui
Soluzioni modulari e personalizzabili per ogni sito
Non esistono due siti contaminati uguali. Per questo gli impianti del Gruppo Esposito per terreni contaminati sono progettati con un’architettura modulare che consente la massima flessibilità:
- Configurazione su misura in base alla natura del contaminante e alla granulometria del suolo.
- Impianti fissi per centri di trattamento autorizzati o soluzioni mobile/semi-mobile per interventi on-site.
- Scalabilità: le potenzialità orarie sono dimensionate in base ai volumi da trattare e alle tempistiche del piano di bonifica.
- Automazione Industry 4.0: sistemi PLC con monitoraggio in tempo reale, gestione remota e reportistica automatica delle performance.
Materiali recuperati dalla bonifica dei terreni contaminati
- Sabbia, ghiaino, ghiaietto certificati CE: conformi al test di cessione D.M. 186/2006 e alle normative UNI-EN — destinabili all’edilizia e alle infrastrutture.
- Metalli ferrosi separati: avviati al recupero in impianti metallurgici.
- Fanghi disidratati con contaminanti concentrati: volume ridotto, destinati a smaltimento o trattamento termico autorizzato.
Vantaggi rispetto al conferimento in discarica
- Riduzione drastica dei costi: trattare il terreno e recuperare gli inerti è significativamente meno costoso del conferimento integrale in discarica per rifiuti speciali pericolosi.
- Conformità normativa: il processo rispetta il D.M. 5/02/1998 (mod. D.M. 186/2006) e le normative di settore per la bonifica dei siti contaminati.
- Valore ambientale misurabile: recupero superiore all’80% del materiale trattato, riduzione del prelievo di materie prime vergini.
- Certificazione dei prodotti: ogni lotto di inerti recuperati è analizzato e certificato prima dell’avvio al riutilizzo.