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giovedì 19 Febbraio 2026

Come il principio EPR ridefinisce la gestione dei rifiuti in Europa

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Come il principio EPR ridefinisce la gestione dei rifiuti in Europa

Come il principio EPR ridefinisce la gestione dei rifiuti in Europa - news scaled

Negli ultimi anni il dibattito europeo sulla gestione dei rifiuti ha raggiunto un nuovo livello. Dalla semplice regolazione dei flussi, infatti, si è passati alla responsabilizzazione strutturale degli attori economici coinvolti. Un cambiamento stabilito dall’introduzione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), che ridefinisce gli obblighi di chi immette beni sul mercato, estendendoli fino alla fase di fine vita del prodotto.

Un modello applicabile a diversi settori e materiali che richiedono processi tecnologici avanzati e modelli organizzativi capaci di garantire tracciabilità, recupero di materia e riduzione degli scarti. È qui che il ruolo degli operatori del settore del recupero e trattamento dei rifiuti diventa fondamentale nel processo di attivazione di soluzioni concrete e sostenibili.

EPR: cosa sono e come funzionano

I sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore si basano su un principio chiave: chi immette un prodotto sul mercato deve farsi carico della sua gestione a fine vita. Questo approccio trasferisce ai produttori la responsabilità finanziaria, e alle volte organizzativa, della raccolta, del trattamento e del recupero dei materiali con gli obiettivi di:

  • incentivare la progettazione ecosostenibile (eco-design)
  • ridurre il carico economico e gestionale sugli enti pubblici
  • aumentare il tasso di recupero e riciclo

Il principio trova la sua base giuridica nella Direttiva 2008/98/CE, il quadro europeo generale sui rifiuti, aggiornata dalla Direttiva (UE) 2018/851 con l’introduzione degli articoli 8 e 8-bis, che fissano i requisiti minimi comuni per i regimi di responsabilità estesa del produttore in tutti gli Stati membri. In Italia il recepimento è avvenuto con il D.Lgs. 116/2020, che ha aggiornato il D.Lgs. 152/06 inserendo l’articolo 178-bis, dedicato proprio ai regimi di responsabilità estesa del produttore.

La mappatura dei sistemi EPR per gli imballaggi pubblicata da EUROPEN (European Organization for Packaging and the Environment) sui 27 Stati membri UE conferma un quadro eterogeneo: schemi competitivi, non competitivi e a fondo statale convivono da Paese a Paese, con un’evoluzione comune verso maggiore trasparenza dei processi, tracciabilità dei flussi e misurabilità delle performance ambientali. Se storicamente gli EPR riguardavano solamente il comparto degli imballaggi, RAEE o batterie, oggi il principio si sta ampliando e rafforzando anche per filiere più complesse, contribuendo così anche a migliorare la gestione di rifiuti urbani residuali e di flussi particolari come quelli da spazzamento stradale.

In Italia il principio si traduce operativamente nei consorzi settoriali che gestiscono raccolta e riciclo per conto dei produttori: il CONAI per gli imballaggi, i consorzi RAEE per le apparecchiature elettriche ed elettroniche, i consorzi dedicati a pile e accumulatori.

La direzione di marcia a livello europeo è comunque quella di un’armonizzazione crescente: dal 12 agosto 2026 il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi (PPWR) renderà direttamente applicabili in tutti gli Stati membri obblighi EPR uniformi, superando le differenze finora previste dalla Direttiva 94/62/CE.

L’Europa tra sperimentazione e innovazione tecnologica

La mappatura europea mostra come diversi Paesi stiano investendo non solo sulla normativa, ma anche in strumenti operativi e tecnologici che aumentino l’efficienza del recupero di materia. In Paesi come Francia, Germania e Paesi Bassi, i sistemi EPR sono ormai integrati con piattaforme digitali avanzate per la tracciabilità dei flussi, sistemi di reportistica ambientale standardizzati e meccanismi di eco-modulazione dei contributi, che premiano i prodotti più facilmente riciclabili.

Nel caso dei rifiuti di spazzamento stradale, l’innovazione tecnologica gioca un ruolo centrale nel permettere di recuperare percentuali sempre più alte di materia riutilizzabile e ridurre drasticamente il conferimento in discarica. I prodotti dei processi di soil washing e di trasformazione, infatti, danno vita a nuovi materiali che possono essere riammessi nei cicli produttivi, riducendo l’estrazione di materie prime vergini. In questo contesto, aziende impiantistiche come il Gruppo Esposito progettano e realizzano gli impianti che rendono operativa questa logica di smaltimento controllato e valorizzazione sistemica, investendo in tecnologie di trattamento sempre più performanti. Un contributo concreto alla traduzione dei principi EPR in risultati tangibili e sostenibili.

Verso gli obiettivi dell’Agenda 2030: buone pratiche e prospettive

Le politiche europee in materia di rifiuti sono strettamente connesse con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare per quanto concerne: consumo e produzione responsabili (Goal 12), città e comunità sostenibili (Goal 11) e lotta contro il cambiamento climatico (Goal 13).

Per il settore del recupero e trattamento dei rifiuti da spazzamento stradale questi obiettivi si consolidano con l’introduzione degli EPR e sanciscono il consolidamento del potenziale dei rifiuti come nuove risorse, in linea con la traiettoria disegnata a livello UE dal Circular Economy Act europeo. In questa prospettiva, Gruppo Esposito opera già in Italia e in Europa: ottimizzando i processi; investendo in tecnologie all’avanguardia e brevettate a livello europeo; contribuendo alla costruzione di filiere del riciclo capaci di generare risultati concreti per la sostenibilità ambientale, l’efficienza economica e la responsabilità condivisa. L’introduzione dei principi EPR e gli investimenti nelle nuove tecnologie segnano un nuovo capitolo nel quale la sfida per le imprese del settore non è più rappresentata solo dalla gestione dei rifiuti, ma anche dalla trasformazione di questi ultimi in una leva strategica per lo sviluppo dell’economia circolare.

Domande frequenti

Cosa significa l’acronimo EPR?

EPR sta per Extended Producer Responsibility, in italiano Responsabilità Estesa del Produttore: il principio per cui chi immette un prodotto sul mercato resta responsabile della sua gestione anche a fine vita, non solo della sua produzione e vendita.

Quali consorzi gestiscono la responsabilità estesa del produttore in Italia?

In Italia il principio EPR si traduce nei consorzi settoriali: il CONAI per gli imballaggi, i consorzi RAEE per le apparecchiature elettriche ed elettroniche, i consorzi dedicati a pile e accumulatori.

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