logo gruppo esposito tecnologie e servizi per la tutela ambientale
impianto per il recupero e trattamento dei rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade
impianto per il recupero e trattamento dei rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade

Impianto trattamento e recupero rifiuti spazzamento stradale

Impianto brevettato di trattamento e recupero rifiuti provenienti dallo spazzamento strade (EER 200303) e similari.

Impianti trattamento rifiuti solidi urbani

IL RIFIUTO

I rifiuti provenienti dallo spazzamento stradale (identificati con il codice EER 200303), derivano dall’attività di pulizia delle strade eseguita tramite le autospazzatrici. In generale, essi sono composti da un eterogeneo e variabile insieme di rifiuti quali polvere, terriccio, fango e simili derivanti dall’azione continua degli agenti atmosferici e del traffico e rifiuti stagionali quali fogliame, ramaglie, sabbia e simili, originati da cause climatiche (o da azioni umane conseguenti) e limitati a particolari periodi dell’anno.

Essi sono per loro natura rifiuti differenziati. Infatti, sono raccolti separatamente dagli altri Rifiuti Solidi Urbani (RSU). Il Decreto legislativo n° 121 del 3/09/2020, Allegato 8, punto 1, comma 2, specifica che “Al fine di escludere la necessità di sottoporre a trattamento i rifiuti da spazzamento stradale (codice EER200303) che prioritariamente devono essere avviati a recupero di materia è necessario che dalle analisi merceologiche risulti che il contenuto percentuale di materiale organico putrescibile non sia superiore al 15% (incluso il quantitativo presente nel sottovaglio (<20 mm.)”.

Dunque i rifiuti da spazzamento stradale non possono essere smaltiti in discarica tal quali, perché esistono soluzioni concrete per il loro recupero e riutilizzo.

LA TECNOLOGIA ED I MATERIALI OTTENUTI DAL TRATTAMENTO

Gli Impianti recupero rifiuti spazzamento strade sono dotati di una tecnologia brevettata dal Gruppo Esposito, che consente di recuperare circa il 90% dei rifiuti in ingresso, ed è basata su un processo di lavaggio tipo “soil-washing” implementato ed adattato a seconda delle caratteristiche di tali rifiuti.

Alla fine del processo, l’impianto è in grado di ottenere prodotti di qualità certificati CE e altre frazioni recuperabili quali:

  • Sabbia, ghiaino, ghiaietto
    Prodotti utilizzati come materie prime secondarie per aggregati cementizi e aggregati bituminosi, conformi al test di cessione previsto dal DM 5 febbraio 1998 come modificato dal Decreto 5 Aprile n. 186 e alle Normative UNI-EN specifiche per settore di utilizzo.

  • Metalli ferrosi
    Rifiuti non pericolosi destinati al recupero in impianti metallurgici.

  • Rifiuti misti
    Rifiuti non pericolosi destinati prioritariamente al recupero in impianti autorizzati (quali termoutilizzatori) o allo smaltimento in discarica.

  • Rifiuti organici
    Rifiuti non pericolosi destinati prioritariamente al recupero in impianti autorizzati (quali impianti di compostaggio, termoutilizzatori) o allo smaltimento in discarica.

  • Fanghi
    Rifiuti non pericolosi destinati prioritariamente al recupero in impianti autorizzati (quali fornaci autorizzate in regime ordinario) o allo smaltimento in discarica.

  • Materiali grossolani
    Rifiuti inorganici non pericolosi destinati prioritariamente al recupero in impianti autorizzati in regime ordinario o allo smaltimento in discarica.

LE SEZIONI DELL’IMPIANTO

TRATTAMENTO SOLIDI

La sezione di trattamento solidi è costituita dall’Unità Di Lavaggio Controcorrente. In questa sezione avviene il lavaggio e la separazione (e quindi il recupero) delle frazioni merceologiche che racchiuse nel rifiuto in ingresso.

Si ottengono così due tipi di frazione:

  • La frazione organica è destinata ad un ulteriore lavaggio e a successiva disidratazione mediante vibroasciugatura e compattazione;
  • La frazione pesante inerte è destinata a classificazione granulometrica e, per le frazioni più fini, ad ulteriori passaggi di lavaggio tramite ciclonatura e classificatori a spirali.

Invece, le acque torbide di lavaggio generate nel processo – che contengono i limi, le argille e la maggior parte dei contaminanti – vengono inviate alla sezione di trattamento liquidi.

TRATTAMENTO LIQUIDI

Nella forma più completa, la sezione di trattamento liquidi è costituita dalle seguenti unità impiantistiche:

  • trattamento chimico-fisico delle acque;
  • sedimentazione;
  • accumulo e ricircolo delle acque trattate:
  • trattamento biologico a fanghi attivi e sedimentazione secondaria;
  • trattamenti di depurazione finali;
  • stoccaggio, preparazione e dosaggio reagenti chimici.

Tutte queste unità impiantistiche hanno lo scopo di rimuovere gli inquinanti ed il limo dalle acque torbide di processo e di depurare le acque attraverso trattamenti di varia natura, riducendo così i consumi di acqua industriale.

L’alto livello di performance di questa sezione è di fondamentale importanza per:

  • garantire un efficace lavaggio ovvero per l’ottenimento di prodotti di qualità;
  • per ridurre il consumo di acqua, in favore del ricircolo di quelle depurate (generalmente in misura maggiore dell’80%).

TRATTAMENTO FANGHI

La sezione di trattamento fanghi è costituita dalle seguenti unità impiantistiche:

  • pre-ispessimento;
  • disidratazione meccanica dei fanghi allo stato liquido derivanti dalla sezione di trattamento liquidi.

In ragione della natura particolare di questi fanghi – differenti rispetto ai comuni fanghi da depurazione biologica e chimico-fisica – la sezione di trattamento prevede un pre-condizionamento dei fanghi liquidi e il trattamento in filtropresse e/o centrifughe, con il fine di massimizzare i risultati di disidratazione.

IMPIANTO ELETTRICO E AUTOMAZIONE

Le sezioni impiantistiche sono tra loro connesse e funzionano in completa automazione.

La strumentazione in campo raccoglie tutti i dati di funzionamento necessari per una corretta regolazione e gestione. l sistema di automazione dell’impianto (PLC e pannello operatore) è predisposto per l’interconnessione e lo scambio di dati bidirezionale con l’eventuale sistema gestionale di fabbrica del Cliente (c.d. Industria 4.0 ready).

CERTIFICAZIONE, VERIFICHE FUNZIONALI E AVVIAMENTO

Al termine della realizzazione dell’impianto si intraprende la fase di verifica funzionale ed avviamento: il nostro personale specializzato, con esperienza maturata su impianti già realizzati, affianca il Cliente durante la messa in marcia, la regolazione e la verifica di tutti i parametri prestazionali. Inoltre, questa fase comprende anche la formazione del personale, attraverso lezioni teoriche ed affiancamento operativo.

All’esito positivo delle verifiche, contestualmente all’emissione della certificazione CE di tutto l’impianto, rilascia la documentazione tecnica necessaria per una corretta conduzione, e in particolare il manuale di uso e manutenzione, secondo quanto previsto dalla Direttiva Macchine.

GARANZIE PRESTAZIONALI

Il monitoraggio continuo dei dati degli impianti del Gruppo e le performances di recupero conseguite negli impianti realizzati per Clienti Terzi, ci consentono di offrire garanzie prestazionali contrattualmente disciplinate e oggetto di collaudo. Garantiamo:

  • potenzialità media oraria annua di trattamento rifiuti;
  • potenzialità media oraria annua depurazione acque torbide per il ricircolo;
  • qualità e quantità acque di scarico;
  • qualità dei prodotti ottenuti (certificazione CE, rispetto delle norme UNI-EN per lo specifico settore di utilizzo, certificazione di prestazione regolamento UE 305/2011 in sistema 2+, rispetto del test di cessione secondo DM 05/02/1998 come modificato con Decreto 05/04/2006 n° 186)

CONTATTACI PER MAGGIORI INFORMAZIONI

Compila il form e risponderemo ad ogni tua richiesta

    GRUPPO ESPOSITO
    Via Sforzatica, 31
    24040 Lallio (BG)
    Indirizzo e-mail
    info@gruppoesposito.it
    Telefono
    +39 035 510898