Scopri tutte le posizioni aperte o invia la tua candidatura spontanea.
Scopri di più
realizzazione impianti recupero rifiuti
mercoledì 18 Maggio 2022

Nuove soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti

News

Nuove soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti

impianto recupero rifiuti

Una recente ricerca sullo smaltimento dei rifiuti evidenzia come la produzione nazionale di rifiuti urbani si sia attestata, negli ultimi rilevamenti ufficiali dell’ISPRA, su circa 29 milioni di tonnellate. La flessione rispetto agli anni precedenti c’è, ma i dati confermano che il problema smaltimento rifiuti resta aperto: le fasi di riciclo e recupero non riescono ancora a stare al passo con i volumi prodotti.

Una quota rilevante di questi materiali finisce in discarica o viene incenerita. In Italia circa il 19% dei rifiuti urbani va in discarica, il 18% in incenerimento. Per rispettare gli obiettivi europei entro il 2035 — tasso di riciclo al 65% e ricorso alla discarica sotto il 10% — serve un’accelerazione concreta, non solo politiche di indirizzo.

Lo smaltimento dei rifiuti in Italia: strategie di breve e lungo periodo

La risposta immediata è il potenziamento della raccolta differenziata. Quando il recupero rifiuti funziona, gli scarti diventano materie prime seconde che rientrano nei cicli produttivi invece di occupare discariche o alimentare inceneritori.

Sul lungo periodo la questione è strutturale: servono nuovi impianti di trattamento. Il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti (PNGR), nel quadro del PNRR, fissa questo come priorità. Lo squilibrio geografico è il problema più visibile: il recupero rifiuti nel Nord Italia gestisce flussi consistenti provenienti da regioni del Centro-Sud, dove la rete impiantistica non è sufficiente a trattare la produzione locale. Alcune province esportano una parte rilevante dei propri rifiuti verso impianti distanti centinaia di chilometri, con costi logistici e di rendicontazione che si accumulano.

Recupero rifiuti nel Nord Italia: capacità concentrata e squilibri persistenti

Il Nord Italia concentra la maggior parte della capacità impiantistica nazionale per il trattamento e il recupero dei rifiuti. Impianti in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia lavorano spesso per comuni e multiutility che si trovano lontano, perché le alternative locali non esistono o non reggono i volumi necessari.

Questo squilibrio pesa in particolare sui tempi di rendicontazione dei progetti PNRR: le scadenze al 2026 richiedono che le infrastrutture siano operative e documentate, non ancora in fase di autorizzazione. Costruire nuova capacità dove manca è più urgente che ottimizzare l’esistente dove già funziona.

Per il recupero rifiuti nel Nord Italia, il modello che sta guadagnando terreno è quello degli impianti tecnologici in grado di produrre materie prime seconde certificate, che escono dal ciclo dei rifiuti con una destinazione industriale precisa invece di richiedere ulteriori passaggi di smaltimento.

Smaltimento scorie industriali nel Nord Italia: un segmento specifico con soluzioni dedicate

Tra i flussi di rifiuti più complessi da gestire ci sono le scorie prodotte dagli inceneritori. Lo smaltimento di scorie industriali nel Nord Italia riguarda residui da combustione che contengono sia metalli recuperabili sia frazioni inerti riutilizzabili: senza un trattamento specifico, finiscono interamente in discarica.

Le tecnologie di trattamento disponibili permettono di separare queste frazioni: i metalli vengono recuperati e avviati alla filiera metallurgica, le frazioni inerti trattate diventano materiale per costruzioni o riempimenti certificati. Il risultato è una riduzione significativa del volume finale destinato a smaltimento definitivo e un ritorno economico sui materiali recuperati.

Dal rifiuto alla materia prima: la tecnologia brevettata del Gruppo Esposito

Il Gruppo Esposito lavora nel trattamento dei rifiuti dal 1998 e ha realizzato oltre 15 impianti attivi in Italia per alcune delle principali società di servizi ecologici: AMSA e APRICA (Gruppo A2A), ACEA, IREN, CEM Ambiente, ECONORD, Falck Renewable, tra gli altri. Complessivamente gli impianti trattano oltre 500.000 tonnellate di inerti all’anno.

Nel 2004 il Gruppo ha realizzato il primo impianto in Europa dedicato al trattamento delle terre da spazzamento stradale. Da quel momento la tecnologia si è sviluppata in un sistema di soil washing brevettato: un processo di lavaggio che separa le frazioni organiche da quelle inorganiche e recupera oltre il 70% dei materiali in ingresso come materie prime secondarie certificate, con marcatura CE per sabbia e ghiaia.

L’attività copre ambiti diversi — spazzamento stradale, pulizia degli arenili, gestione dei limi e dei fanghi di depurazione, bonifica di terreni contaminati — incluso lo smaltimento di scorie da inceneritore, dove il trattamento permette di recuperare metalli preziosi e inerti riutilizzabili invece di avviare l’intero residuo in discarica.

Gli impianti rispettano i requisiti End of Waste del D.M. 152/2022, sono certificati ISO 9001 e ISO 14001 e sono predisposti per rispettare le tempistiche di rendicontazione PNRR entro il 2026. La strategia di localizzazione punta su aree con carenze infrastrutturali reali, dimensionando ogni impianto sulle necessità del territorio invece di replicare soluzioni standard.

CONTATTACI PER MAGGIORI INFORMAZIONI

Compila il form e risponderemo ad ogni tua richiesta

    GRUPPO ESPOSITO
    Via Sforzatica, 31
    24040 Lallio (BG)
    Indirizzo e-mail
    info@gruppoesposito.it
    Telefono
    +39 035 510898